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LA STANZA DEGLI SPECCHI
Riflessi, prospettive, metamorfosi tra creazione,
interpretazione e ri-creazione

La stanza degli specchi è un progetto nato dalla stretta collaborazione tra il compositore Alberto Colla e il pianista Sergio Marchegiani. L'idea è quella di leggere in una nuova prospettiva una serie di composizioni appartenenti al repertorio pianistico di ogni epoca; frammenti dei brani vengono presi, scomposti, rielaborati e quindi eseguiti in concerto accanto al loro "originale".
Non si tratta quindi di una semplice citazione e neppure di una rilettura; piuttosto si potrebbe parlare di una reinvenzione, applicata a un intero filone della letteratura pianistica di ogni epoca.

Individuata la composizione su cui concentrarsi, il lavoro di Colla parte dall'interpretazione di Marchegiani; l'obiettivo del procedimento è quello di cogliere alcuni aspetti del capolavoro, trasfigurarli e riproporli in un contesto completamente diverso eppure simile nei tratti fondamentali e nel suo senso ultimo. Inoltre, egli aggiunge a questo materiale musicale elementi originali che non hanno relazioni con il brano preso in esame ma che derivano piuttosto dalla lettura che il pianista ne realizza.
Per Marchegiani il lavoro sul nuovo brano funziona invece come una lente di ingrandimento puntata sui frammenti originali scelti da Colla; alla luce di questo approfondimento, infatti, cambierà la sua prospettiva sul pezzo di repertorio e, di conseguenza, cambierà la sua interpretazione.
Questo progetto è dunque una specie di gioco di specchi tra compositore e interprete, al centro del quale sta il brano originale; gli innumerevoli riflessi incrociati che esso produce restituiranno una lettura straniante e in qualche modo rivelatrice, come una luce nuova accesa su un paesaggio già conosciuto. Non solo. Alla sua conclusione, tale processo avrà prodotto una composizione completamente "autosufficiente" che sarà la sintesi di due percorsi di ricerca, di due sensibilità distinte e della reciproca influenza che ciascuna avrà esercitato sull'altra. Come in una sorta di magia, il gioco dei riflessi avrà creato un oggetto che prima non c'era e che finirà per moltiplicare geometricamente le possibili interconnessioni con gli altri oggetti della stanza.

La prima, compiuta realizzazione del progetto La stanza degli specchi è stata eseguita da Marchegiani a Berlino il 7 novembre 2000; il concerto, realizzato in seguito anche a Stoccolma, New York, Heidelberg, Mosca, Los Angeles, Singapore, Adelaide e nelle principali città italiane, è stato accolto con grande favore sia dalla critica che dal pubblico e ha suscitato interesse per la sua originalità.
Nel 2002 la Casa Musicale Sonzogno di Milano ha pubblicato il Primo Libro del progetto con la prefazione analitica di Sergio Marchegiani.






"La musica rappresenta l'esperienza di vite umane in epoche differenti.
Il compositore, facendo decantare l'emozione, produce uno specchio intangibile del suo presente che lancia nel tempo come un messaggio in una bottiglia; il compito dell'interprete è quello di 'stappare' questa testimonianza e porgerla all'oceano dell'umanità.
Il senso di nostalgia che emana da 'La stanza degli specchi' ci sembra nascere dalla lettura di questi messaggi, dalla percezione del loro inconfondibile profumo inquinato dalle nostre esperienze e dal nostro presente. Non si tratta necessariamente di un rammarico per il passato, bensì di una consapevolezza della distanza che squarcia la storia umana e la consegna alla memoria come materia vissuta, consumata dal pensiero ma incorruttibile nel tempo.
"

Alberto Colla
Sergio Marchegiani



  
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